IL PATRIARCA DELL'ALAMBICCO

 

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Bepi, dopo diversi anni di lavoro dedicati al mondo del vino e dei liquori, fonda negli anni ‘30 un’azienda di cui rimane in seguito unico proprietario. In quegli anni credere che la grappa, prodotto povero della tradizione contadina friulana, potesse arrivare alla ribalta dei consumi nel mondo, era veramente una profezia che dopo pochi anni si sarebbe avverata in modo eclatante. È la prova di una fede incrollabile. Bepi Tosolini ha investito in questo sogno tutta la sua vita! Negli anni ‘50 costruisce una nuova distilleria a Udine e vi affianca la più grande cantina di grappa d’Italia.

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L'intuito e la maestria di Bepi Tosolini portano a delle innovazioni anche nel campo della produzione dei distillati. Definito da un importante giornalista del settore "il patriarca dell'alambicco", Bepi fa appositamente costruire degli alambicchi a vapore con azionamento manuale, che ancora oggi vengono utilizzati in azienda e sono il vero segreto di un prodotto superlativo! Nel rispetto della sua nuova idea di grappa di qualità, Bepi decide di produrre un distillato limpido e non più ambrato, come era uso fare all’epoca. A tale scopo cambia il metodo di affinamento, abbandonando le tradizionali botti di rovere fino ad allora utilizzate, a favore di quelle di frassino, in grado di realizzare una grappa di colore bianco, limpida e trasparente; non solo, Bepi scopre che il frassino riesce altresì a esaltare i profumi e le caratteristiche organolettiche del distillato.

Per perseguire il suo sogno, Bepi fa appositamente costruire degli alambicchi a vapore con azionamento manuale, che ancora oggi vengono utilizzati in azienda. L’alambicco a vapore, infatti, non agisce in modo invasivo nei confronti della vinaccia o dell’uva, bensì è delicato e rispettoso dei profumi e degli aromi.